SINFONIE DI SAPORI

eseguite dalle tavole cremasche

AUTORERoberta Schira
FORMATORilegato
PAGINE240
ISBN9788890265808
EDITOREClaudio Madoglio Editore
PUBBLICATO2006
LINGUAItaliano

L’idea mi è venuta scoprendo che un’associazione di cultura del cibo del territorio, Le Tavole Cremasche, compiva dieci anni. Così è nato questo libro: festeggiare con una bella pubblicazione l’idea che nel 1996, una manciata di cuochi ebbero l’idea di riunirsi ad un tavolo e parlare di cibo, prodotti e ricette tradizionali. Oggi quel piccolo gruppo ne comprende undici. Così, come una severa direttrice di collegio mi sono intestardita in questa progetto: realizzare un libro mettendoli insieme tutti quanti. Dopo anni di frequentazione di questa categoria, per me irresistibile, sono arrivata alla conclusione che i cuochi sono per lo più inaffidabili, dispersivi, mercenari, polemici, a volte un po’ presuntuosi ; dall’altra parte, spesso sono anche geniali, creativi, generosi, acuti e quindi, nell’insieme adorabili. L’impresa è stata dura, il libro è questo e loro, sono una squadra cui oggi mi sento molto legata. Ho voluto fare un libro che parlasse di noi, della cucina cremasca e lombarda, delle nostre radici cultural-gastronomiche e, indirettamente, anche un po’ di me.

Dopo la Cucina delle Nebbie, mi cimento ancora come food stylist, ma con maggior maturità e competenza, questo ruolo di comporre i piatti e decidere la presentazione insieme ai cuochi é fondamentale per esprimere la mia creatività. Un piatto perfetto deve essere armonico in bocca e quindi più che mai la metafora musicale è azzeccata, è per questo che continuando nel gioco ho voluto scomodare un esperto del gusto e uno musicale che ci introducano in questo viaggio gastronomico: Allan Bay e Elio delle Storie Tese. Fare un libro significa selezionare le ricette, raccogliere le interviste, scrivere il tutto, stabilire con i cuochi e il fotografo la presentazione dei piatti, decidere l’impaginazione e il taglio delle foto, il titolo e la copertina. Mille piccole scelte di forma, di colore e di contenuto per raggiungere un buon prodotto editoriale e nello stesso tempo, gratificare la vista e stuzzicare quell’amato e odiato senso, ossessione di noi che scriviamo di cucina: il senso del gusto.

ALLAN BAY

«Roberta Schira è un perfetto esempio di glocalismo. Conosce bene, molto bene, le tecniche di cottura dei francesi, la magia del tagliare sottile e del cuocere poco dei cinesi, la forza delle spezie degli indiani e l’arte di lavorare il cioccolato degli austro ungarici – e la lista potrebbe allungarsi senza problema.»